La dislessia è un disturbo specifico della lettura che riguarda sia la velocità di lettura sia la correttezza. Infatti, un bambino o un ragazzo con dislessia può essere lento a leggere e/o compiere molti errori, in genere si affatica molto durante lettura.
Di conseguenza, un bambino o un ragazzo dislessico può mostrare difficoltà nello studio ma anche negli aspetti emotivo-motivazionali e relazionali. Per esempio può avere scarsa autostima, senso di inferiorità rispetto ai compagni, ansia da prestazione in ambito scolastico ed extra scolastico, ecc.
Spesso la dislessia può essere presente insieme ad altri disturbi specifici di apprendimento (DSA) come: disortografia, disgrafia e discalculia.
CAUSE
Secondo il modello neurocostruttivista di Karmiloff-Smith (1998), i DSA (tra cui la dislessia) possono essere causati da molti fattori che interagiscono tra loro durante lo sviluppo del bambino. Possono intervenire sia fattori genetici/ereditari (es. parente con dislessia) sia fattori ambientali (es. quantità di esposizione alla lettura).
Sono diverse le ipotesi di causa della dislessia, quella più riconosciuta è l’ipotesi del deficit fonologico. Questa ipotesi riguarda la difficoltà di memorizzare, manipolare e recuperare i suoni della propria lingua, capacità chiamata consapevolezza fonologica. Infatti, i bambini dislessici hanno difficoltà a dividere le parole in sillabe o in lettere, a formare parole partendo da lettere o da sillabe e a ricordare parti di una parola. Ci sono altre ipotesi di causa della dislessia che prevedono difficoltà: visive, uditive, attentive, di memoria, ecc.
DIAGNOSI DI DISLESSIA
Sono stati proposti i seguenti criteri da seguire per la diagnosi di dislessia:
- La diagnosi di dislessia può essere fatta solamente dopo la metà o la fine del secondo anno della scuola primaria.
- Utilizzo di prove standardizzate. Lo specialista nei DSA (neuropsichiatra, psicologo, logopedista) somministra al bambino delle prove standardizzate che riguardano la lettura di un brano e di singole parole. Alle prove si ottengono punteggi di velocità e correttezza di lettura che si confrontano con la media dei bambini della stessa classe. In questo modo, la prestazione di lettura può risultare in media oppure possono emergere delle difficoltà lievi, moderate o gravi.
- Persistenza. Le difficoltà del bambino sono presenti sin dall’inizio della scuola.
- Resistenza alla stimolazione didattica. Le difficoltà in lettura permangono nonostante gli insegnanti abbiano assegnato al bambino degli esercizi specifici e personalizzati per aiutarlo a superare le sue difficoltà.
- Presenza di altri indici clinici come: familiarità (parente con dislessia o difficoltà di apprendimento), difficoltà pregresse nel linguaggio, problemi emotivi o difficoltà scolastiche.
- Le difficoltà causano problemi a scuola tra cui: lettura lenta e affaticata, difficoltà di comprensione, tempi eccessivi nello studio, fatica a studiare, sforzo eccessivo rispetto ai risultati ottenuti, ecc.
- Fattori che escludono la diagnosi di dislessia e altri DSA: disturbi neurologici, problemi alla vista e all’udito e disabilità intellettiva (QI inferiore a 70).
TRATTAMENTO DELLA DISLESSIA
Il trattamento per i disturbi specifici dell’apprendimento si basa sulla capacità del cervello di essere plastico, ossia sulla capacità di modificare le connessioni cerebrali a seconda delle stimolazioni ambientali. Perciò l’intervento, svolto da specialisti formati sui disturbi specifici dell’apprendimento, riguarda esercizi strutturati sulla lettura di lettere, di sillabe, di parole, di frasi e di brani a seconda delle difficoltà specifiche del bambino.
Inoltre, è importante stimolare le abilità cognitive di base che sono prerequisiti fondamentali per gli apprendimenti scolastici come: attenzione, memoria, pianificazione, abilità visuospaziali, ecc.
Durante il percorso di potenziamento, il bambino con dislessia può apprendere e utilizzare delle strategie utili per leggere più velocemente compiendo meno errori.
Affinché l’intervento abbia efficacia, i massimi esperti e studiosi dei disturbi specifici dell’apprendimento raccomandano cicli di trattamento brevi e ripetuti nel tempo: 1-2 volte alla settimana per almeno tre mesi.
L’ IMPORTANZA DI INTERVENIRE PRECOCEMENTE
Sin dall’età prescolare o durante il primo anno della scuola primaria si possono osservare delle difficoltà nei prerequisiti della lettura: abilità visive e uditive, fonologiche, di vocabolario, di riconoscimento di lettere, ecc. Anche se per un’ipotesi diagnostica si deve aspettare la classe seconda primaria, è importante e possibile intervenire da subito con dei percorsi precoci di potenziamento che stimolano queste abilità.
Un’altra considerazione importante da fare per l’intervento precoce è la seguente. La velocità di lettura in bambini senza dislessia aumenta di mezza sillaba al secondo ogni anno, invece, la velocità di lettura in bambini con dislessia aumenta all’anno un terzo di sillaba al secondo. In questo modo, senza un intervento di potenziamento specifico sulla lettura, la discrepanza di velocità di lettura tra bambini a sviluppo tipico e bambini con dislessia continua ad aumentare e diventa sempre più evidente negli anni di scuola successiva causando difficoltà descritte precedentemente.
Se sei di Schio, Thiene, Malo o dintorni e hai un bambino o ragazzo con disturbo di apprendimento DSA, contattami! Ricevo a Schio su appuntamento.
Alcuni link utili:
Associazione Italiana Dislessia: https://www.aiditalia.org/
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